“The Pursuit of (my) Happiness” by Massimiliano Vecchi

Last year italian photographer Massimiliano Vecchi went in Africa for an amazing travel that changed his perspective about life itself. “I didn’t go in Ghana to shoot a reportage”, says Massimiliano, “our mission was to live the experience helping people of Potter’s Village”. He doesn’t want to call it “reportage” because he didn’t prepare it, but actually is one of the most interesting and impressive series of pictures that I’ve seen in the last months: “I didn’t look for anything, I let the journey guide me. It’s been the freest mental condition for a photographer”. In these beautiful images taken in Dodowa and Potter’s Village emerge a visual and vital power that is difficult to tell with words. You can see here a small selection of images (and a 4 minutes touching video that describes the experience), but I warmly reccomend you to watch the entire album on Massimiliano’s website: L’Africa, il Ghana, Dodowa ed il Potter’s Village: la ricerca della (mia) felicità. The best thing that you’ll see today (and also tomorrow).

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Diario da Casa – 22 Marzo

Prima domenica di primavera. Appena alzato ho preso una sedia, l’ho piazzata quanto più vicino potessi alla finestra dove batte il sole, mi sono fatto il caffè e mi sono seduto a berlo lì, con il gomito appoggiato al bordo, ad occhi chiusi, volando con l’immaginazione al tavolino di un bar all’aperto, passando con la mente dalla Garbatella a Trastevere, da Parigi a Buenos Aires: per una volta tanto beati noi sognatori, perché avremo la meglio anche nei momenti più ostili.

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Diario da Casa – 21 Marzo

La primavera è arrivata, non solo nell’aria ma anche sul calendario. Eppure, per il momento, non saremo là fuori a godercela. Oggi sembra che tutti abbiano deciso di mettersi a fare la pizza in casa e, senza farlo apposta, senza voler seguire mode particolari, abbiamo fatto lo stesso anche noi. Sembrava una serata spensierata, prima la pizza, poi un film della nostra infanzia, Hook di Spielberg, per chiudere questo primo giorno di primavera in leggerezza. Poi invece, appena finito il film, ti ritrovi davanti l’edizione straordinaria del Tg1 e un attimo dopo sei lì a messaggiarti con gli amici nel cercare di capire che altro potrebbe succedere.

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Diario da Casa – 15 Marzo

Prima settimana completa di clausura, le giornate in qualche modo son passate e la buona notizia è che ancora non mi sono trasformato in Jack Torrance. Il sole di questa domenica primaverile cozza con il sacrificio di dover restare a casa, ma è giusto e necessario, quindi mi limito a godermi la luce che mi investe. Sento alcune persone lamentarsi per il bel tempo, in realtà una giornata di pioggia o di cielo grigio per quanto mi riguarda renderebbe la situazione ancora più deprimente. Funziono fondamentalmente ad energia solare e anche se non posso uscire la semplice vista del sole mi rallegra.

Nei giorni scorsi su Facebook e Instagram ho lanciato questa sorta di progetto comune, ho chiesto alle persone di inviarmi via mail (a.trerotoli@gmail.com) una fotografia con la vista dalla loro finestra per realizzare un album di cartoline allo scopo di sentirci vicini nonostante la distanza. Mi sono arrivate le prime immagini da Roma, da Peschiera Borromeo (Milano) e addirittura dal Brasile e dall’Argentina. Sto ancora cercando di capire in che modo e dove pubblicarle, ma sento che è qualcosa che mi farà bene.

Il mio dono di oggi è stato scendere sotto casa e prendere cinque minuti di aria all’angolo con la piazza deserta, dove ogni tanto vedevo passare un’automobile. Ho pensato che sarebbe carino portarmi la tazzina con il caffè sotto casa ogni tanto per sorseggiarlo all’aria aperta, visto che vivo in una stradina privata e non ho balconi. Il fatto di essere in una piccola strada con solo tre palazzine da due piani rende il discorso dei flash mob totalmente inesistente da queste parti. Alle 18 sento riecheggiare vagamente le canzoni che stanno accompagnando gli italiani in questi pomeriggi di chiusura, ma nella mia strada non avviene niente di ciò che vedo sui video postati sui social. Per cercare di fare la mia parte (e soprattutto per passare il tempo) ho vinto la timidezza e ho suonato “Il cielo è sempre più blu” appoggiandomi al davanzale della finestra, ma io e la mia chitarra eravamo gli unici spettatori di uno spettacolo senza partecipanti.

Mi piacerebbe moltissimo poter uscire a fotografare questo momento storico, ma so che non è necessario, che il mondo può decisamente fare a meno delle mie immagini, quindi mi rassegno e mi accontento di fotografare qualche momento dentro casa e qualche scorcio fuori dalla finestra: nel terrazzino accanto al mio palazzo un bambino ha colorato un lenzuolo e l’ha appeso alla ringhiera. Ogni tanto mi affaccio e rileggo quelle parole come un mantra: andrà tutto bene. Domani comincia una nuova settimana, forza e coraggio a tutti voi, a tutti noi.

Diario da Casa: 11 Marzo

La mattina, quando esco dalla mia stanza, guardo i raggi del sole che entrano dalla finestra della cucina e per un momento mi sembra di essere al mare. Sarà per la foto con la barca che è incorniciata sopra il divano del soggiorno, la coppa piena di frutta sul tavolo, oppure il fatto di vivere al primo piano, come se affacciandomi dalla finestra potessi vedere la spiaggia. Invece mi affaccio e fuori non c’è nulla, solo il silenzio di una città invisibile, resa deserta o quasi dalla quarantena. Sono le 9.30 e oggi comincia il mio terzo giorno a casa.

Non sono al mare, sono a Roma, nel quartiere Garbatella, e come quasi 60 milioni di italiani non esco di casa per cercare di sconfiggere il COVID 19. La mia nuova normalità comincia con un bacio a Paola, una tazza di caffè, un plumcake e una tuta: lavarsi e vestirsi è la prima regola per non lasciarsi andare, per rendere questa nuova vita più dignitosa, più normale possibile.

Oggi è l’11 marzo 2020 e questa sarà la nostra vita per almeno altre tre settimane. Forse saranno di più. Ad ogni modo, andrà tutto bene.

World Cup 2006: an Italian Night

9 July 2006: an important day for all the italian football fans, it’s the day when we won our 4th World Cup, after a tense final match against France. I found an old album of photos with the celebrations of that night, on the streets of Rome, since the final whistle to the first lights of the morning. I had with me an old digital camera, the quality of this selection of pictures is not incredible, but it’s interesting to watch it as a reportage of that unforgettable night.

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Pizza e…

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[ENG] Vincenzo has been making pizzas for over 50 years, working every day from 7 to 22. His life, as well as his pizzeria, is a life of expects, preparation, waiting for the arrival of customers and evening orders. Between dead times and signs of fatigue. In an increasingly dynamic world, where everyone is in a hurry, the slow life of this Roman pizzeria brings us closer to the flavors of the past, in this story realized a few days before the final closure.

[Looking for more inspiration? Join us in the group Living Is Easy With One Eye Closed]

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