La Cultura della Fotografia in Italia

Da qualche tempo sto riflettendo sul fatto che in Italia (e forse nel mondo? Non saprei) manca in un certo senso quella che si potrebbe definire “Cultura della Fotografia”. Abbiamo un immaginario più immediato e una cultura più ampia quando si parla di cinema, arte pittorica o letteratura, mentre c’è probabilmente un grosso buco quando si parla di fotografia e di fotografi: quando vediamo il fotogramma di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella Fontana di Trevi sappiamo immediatamente che si tratta di un film di Federico Fellini, ma se ci si trova davanti una foto che abbiamo visto migliaia di volte non tutti sanno il nome di colui o colei che l’ha scattata (un esempio? Chi sa dire senza pensarci troppo il nome del fotografo che ha immortalato Ernesto Che Guevara nel celebre scatto diventato l’icona del Che?). Al di là di alcune foto di Henri Cartier-Bresson e probabilmente poche altre di Steve McCurry, i fotografi sembrano destinati a non essere riconosciuti per il loro lavoro o, ancor peggio, i loro lavori sono destinati a non essere conosciuti, ammirati o raccontati.

La mancanza di questa cultura della fotografia (attenzione: non a livello tecnico, ma a livello storico) mi lascia perplesso, mi dispiace, mi fa domandare cosa si possa fare per tentare di far conoscere un po’ meglio i maestri della fotografia e il loro lavoro. Non so se sia il caso di condividere quotidianamente delle immagini su un album su Facebook o di fare delle piccole monografie sul mio blog fotografico, ad ogni modo mi piacerebbe davvero molto contribuire alla diffusione della cultura fotografica, delle immagini che hanno fatto la storia e di coloro che le hanno realizzate.

PS La foto del Che si intitola “Guerrillero Heroico” e l’ha scattata il fotografo cubano Alberto Korda.

Out In The Street

Yesterday I walked in Roma for almost 17km with my camera and a 50mm. It’s been incredible how empty are tourist spots like Colosseo or Fontana di Trevi! I didn’t take great images but it’s nice to be back in the streets after two months of lockdown. Here a selection of images that I took in the last days, the first week of our new normality, as you can see sadly full of human isolation.

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Roma: Street Photography in the Eternal City

For Street Photography, Roma is one of the most interesting cities in the world. A place full of contradictions, where the sacred and the profane, Romans and foreigners, the bourgeois soul and the popular one coexist. A colorful mixture of students, workers, politicians, priests, tourists and artists. All of them in constant balance between religious faith, football faith, political faith or simply between the various nuances of daily life. My ambition, as a photographer born and raised in Rome, is to catch these contradictions, collecting random moments from the life of my city. Moments that can reflect its moods, its colors, its feelings. But above all, through Street Photography, moments that can tell its life.

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Diario da Casa – 27 Marzo

Diciannovesimo giorno: il giorno della temuta spesa. Sono uscito dopo pranzo in macchina, autocertificazione ultimo modello in tasca, con il cielo plumbeo che minacciava qualcosa che, più che pioggia, somigliava ad una punizione divina: ti pare che dopo una settimana dentro casa ti tocca stare in fila al supermercato sotto la pioggia? Il cielo però ha deciso di reggere ancora per un po’ e la fila è scivolata via abbastanza rapidamente, anche se osservando le persone in coda insieme a me ho visto nei loro occhi i segni di una stanchezza che la settimana scorsa non sembrava ancora così accentuata.

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Diario da Casa – 24 Marzo

Si fa sempre più complicato ricordarsi che giorno della settimana sia. Sono ancora naufrago in quest’eterna domenica, alla ricerca di appigli e punti di riferimento temporali, proprio io che, da fotografo, sono ossessionato dal passare del tempo. Il tempo stesso ora sembra essersi aggrovigliato in una sabbia dalla quale, anch’esso, non può uscire.

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Diario da Casa – 21 Marzo

La primavera è arrivata, non solo nell’aria ma anche sul calendario. Eppure, per il momento, non saremo là fuori a godercela. Oggi sembra che tutti abbiano deciso di mettersi a fare la pizza in casa e, senza farlo apposta, senza voler seguire mode particolari, abbiamo fatto lo stesso anche noi. Sembrava una serata spensierata, prima la pizza, poi un film della nostra infanzia, Hook di Spielberg, per chiudere questo primo giorno di primavera in leggerezza. Poi invece, appena finito il film, ti ritrovi davanti l’edizione straordinaria del Tg1 e un attimo dopo sei lì a messaggiarti con gli amici nel cercare di capire che altro potrebbe succedere.

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Diario da Casa – 20 Marzo

Ultimo giorno di inverno, un inverno che praticamente non si è mai visto, ma che sembra aver deciso di palesarsi la prossima settimana, con temperature minime sotto lo zero (a Roma). Passare dai 20 gradi di quest’ultimo mese a minime glaciali sarà tosta, a maggior ragione in questi giorni di isolamento in cui sedersi sotto il sole, accanto alla finestra, era uno dei pochi momenti di gioia di una giornata lunga e senza grandi aspettative. Oggi almeno è venerdì, in tv c’è Propaganda Live, ormai unico punto di riferimento in una settimana tutta uguale.

Il progetto Distant But Close si sta arricchendo di nuove immagini: oggi ho ricevuto fotografie fuori dalla finestra provenienti da Finlandia, Spagna, Portogallo, Islanda, Australia e moltissime dagli Stati Uniti, grazie anche al portale Bored Panda che ha inserito il progetto nella prima pagina della categoria Photography. Sarà forse un’idea stupida quella di collezionare le immagini che si vedono fuori dalle vostre finestre, ma mi tiene allegro, vivo, connesso con le altre persone, in un periodo in cui la mancanza di contatti sociali è un dramma che non avrei mai pensato di dover affrontare in vita mia.

Ho appena piazzato un’altra grande X rossa sul calendario della cucina e mi rendo conto che sono quasi due settimane che la vita non è più la stessa. Stasera avverto, forse per la prima volta dal 9 marzo, una forte malinconia, la consapevolezza di essere ancora all’inizio di un percorso che non so dove porterà. Una cosa mi auspico: spero che usciremo da tutto questo come persone migliori, più tolleranti, più attente agli altri, più vicine. Daje.