Diario da Casa – 19 Aprile

Torno al mio diario dopo 11 giorni in cui mi sono dedicato completamente, dalla mattina alla sera, alla costruzione del mio nuovo sito web, che è già online e che è possibile visitare qui: www.alessiotrerotoli.com. Il lavoro è stato lungo, in alcuni momenti anche un po’ frustrante, ma posso orgogliosamente dire che è finito. Ci sono alcuni dettagli che vorrei sistemare (ad esempio le pagine Shop e About), ma ci penserò con calma, l’importante è che le gallerie fotografiche siano proprio come le avevo desiderate.

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Diario da Casa – 3 Aprile

Giorno 26: è venerdì, il mio giorno preferito della settimana. Il giorno in cui posso uscire per andare a fare la spesa, il giorno in cui mi mangio la pizza, il giorno di Propaganda Live, cioè la boccata d’ossigeno che rende questa giornata diversa da tutte le altre.

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Diario da Casa – 31 Marzo

Ultimo giorno del marzo più surreale della mia vita, della nostra vita. Oggi sono 23 giorni che siamo chiusi in casa, salvo rarissime eccezioni, e la cosa più strana è che le giornate stanno davvero volando. Rispetto alle prime due settimane ho intrapreso una routine assidua, che ha reso le giornate tutte uguali, ma che almeno non mi dà il tempo di pensare troppo a ciò che succede.

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Diario da Casa – 27 Marzo

Diciannovesimo giorno: il giorno della temuta spesa. Sono uscito dopo pranzo in macchina, autocertificazione ultimo modello in tasca, con il cielo plumbeo che minacciava qualcosa che, più che pioggia, somigliava ad una punizione divina: ti pare che dopo una settimana dentro casa ti tocca stare in fila al supermercato sotto la pioggia? Il cielo però ha deciso di reggere ancora per un po’ e la fila è scivolata via abbastanza rapidamente, anche se osservando le persone in coda insieme a me ho visto nei loro occhi i segni di una stanchezza che la settimana scorsa non sembrava ancora così accentuata.

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Diario da Casa – 22 Marzo

Prima domenica di primavera. Appena alzato ho preso una sedia, l’ho piazzata quanto più vicino potessi alla finestra dove batte il sole, mi sono fatto il caffè e mi sono seduto a berlo lì, con il gomito appoggiato al bordo, ad occhi chiusi, volando con l’immaginazione al tavolino di un bar all’aperto, passando con la mente dalla Garbatella a Trastevere, da Parigi a Buenos Aires: per una volta tanto beati noi sognatori, perché avremo la meglio anche nei momenti più ostili.

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Diario da Casa – 21 Marzo

La primavera è arrivata, non solo nell’aria ma anche sul calendario. Eppure, per il momento, non saremo là fuori a godercela. Oggi sembra che tutti abbiano deciso di mettersi a fare la pizza in casa e, senza farlo apposta, senza voler seguire mode particolari, abbiamo fatto lo stesso anche noi. Sembrava una serata spensierata, prima la pizza, poi un film della nostra infanzia, Hook di Spielberg, per chiudere questo primo giorno di primavera in leggerezza. Poi invece, appena finito il film, ti ritrovi davanti l’edizione straordinaria del Tg1 e un attimo dopo sei lì a messaggiarti con gli amici nel cercare di capire che altro potrebbe succedere.

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Diario da Casa – 18 Marzo

La giornata si è aperta con una bellissima email della mia gallerista cinese, Lanjie, che mi ha parlato dell’incoraggiante situazione attuale in Cina, offrendosi di mandarmi, nel caso ne avessi avuto bisogno, mascherine e equipaggiamento protettivo di qualunque tipo, dicendosi molto grata per il supporto avuto dalla Cina nei primi tempi e per la mia comprensione nei confronti della galleria d’arte, che è chiusa ormai da un paio di mesi. Tutto il loro piano espositivo di questo periodo e forse di tutta l’annata è inevitabilmente saltato (ogni anno girano fiere e mostre d’arte in Cina dove mettono in mostra i lavori dei loro artisti, tra cui io), ma stanno comunque progettando di realizzare alcune mostre online ogni mese con focus sui vari artisti della galleria e sui loro lavori.

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Diario da Casa – 17 Marzo

Oggi è San Patrizio, il santo patrono dell’Irlanda. Un anno fa mi trovavo a Trastevere con due amici a bere qualche birra, fantasticando sull’idea di passare il San Patrizio successivo, cioè oggi, tutti insieme a Dublino. Sicuramente in Irlanda non ci saremmo andati ugualmente, ma ai tempi era davvero impensabile immaginare che avremmo passato il 17 marzo del 2020 a berci una birra in diretta su Skype, costretti a restare chiusi in casa nonostante viviamo a poche centinaia di metri.

Nel pomeriggio ho letto che “a Roma e nel Lazio siamo di fronte a un incremento contenuto grazie ai comportamenti virtuosi dei cittadini”, secondo Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani, e penso che questo sacrificio che stiamo facendo ci premierà. Ad ogni modo se ogni giorno ho deciso di farmi un dono, quello di oggi riguarda una splendida lezione online sulla fotografia di Alex Webb, tenuta dal bravissimo Stefano Mirabella: va ringraziato lo staff di Officine Fotografiche per questa grandiosa iniziativa, che mi ha dato tante idee nuove ma che al tempo stesso mi ha fatto venire ancor più voglia di poter tornare alla normalità, di andare in giro a camminare e fotografare.

Per sfogare questo bisogno di fotografia sto scattando qualche immagine dentro casa, come al solito, ma soprattutto ho cominciato a pubblicare le prime immagini della serie Distant But Close, con le foto che voi avete scattato dalle finestre delle vostre case. L’album con le vostre prime immagini è su Facebook e vi chiedo di continuare a partecipare, di inviarmi (a.trerotoli@gmail.com) una foto di ciò che c’è fuori dalla finestra della vostra casa, allo scopo di creare una mappa del mondo e di sentirci un po’ più vicini durante il confinamento.

L’umore è abbastanza buono, ormai sto cominciando ad abituarmi a questa condizione e ho trovato una buona routine, la lezione di Mirabella mi ha dato entusiasmo e raccogliere le vostre “cartoline” dalle finestre mi sta piacendo moltissimo. Bisogna mantenersi attivi, produttivi, propositivi: in poche parole, bisogna mantenersi vivi.

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Distant But Close

The world through your windows. This album is realized by you, it’s just a way to be closer in the distance, during the lockdown caused by the Covid19 emergency. I’m trying to map the world outside your windows in this difficult time, where we can’t leave our houses. Send me your photo here: a.trerotoli@gmail.com (and, if you want, add a line to describe the scene).

All the pictures will be posted in the album on my Facebook page: the name of the album is Distant But Close.

Please send me your image and spread the word!

Photo by Marco (New York City, USA)
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Diario da Casa – 16 Marzo

La seconda settimana di clausura comincia con un po’ di ottimismo. Se proprio dobbiamo trovare il lato positivo di tutto questo, è che ho il tempo di sentire e parlare con persone che normalmente, per le cose della vita, sento pochissimo. In questi giorni ho avuto dunque modo di risentire amici dalla Francia, dalla Germania, dall’Olanda, dalla Turchia e dal Cile: è bello, nonostante il periodo difficile, ritrovarsi a scambiare opinioni, pensieri e qualche sorriso, rivedere facce amiche, darsi virtuali pacche sulle spalle e abbracci a distanza.

Nella mia stanza ho una grande mappa del mondo appesa al muro, circondata da decine e decine di cartoline. Quando sono arrivato in questo quartiere, 7 anni fa, ho deciso di attaccare al muro tutte le cartoline che avrei ricevuto in quella casa. Poi a settembre ho cambiato abitazione, pur restando nello stesso quartiere, e ho deciso di continuare questa abitudine: ora sono oltre 100 le cartoline attaccate alla mia parete, ricevute da decine di amici diversi. Mi piace molto sia scrivere cartoline quando sono in viaggio che riceverle dai miei amici durante i loro spostamenti nel mondo. Quel piccolo pezzo di cartoncino è come una finestrella sulla loro esistenza, su un momento delle loro vite, e mi piace moltissimo vedere tutte quelle immagini sul muro della mia camera.

Dalle colline di Hollywood alle spiagge delle canarie, dai treni vietnamiti ai portoni di Buenos Aires, talvolta mi soffermo a vedere tutte quelle immagini sul muro della mia stanza e, anche se solo con l’immaginazione, mi vedo lì a viaggiare, lontano da queste quattro mura che, in questi giorni, odio e amo. Penso che, una volta che tutto questo sarà finito, sarebbe bello riprendere il cammino e ritrovare luoghi che ho amato o scoprirne di nuovi. Sogno di andare in Giappone, ma è un viaggio che non posso costruire su due piedi, e così penso a qualcosa di più raggiungibile. Inevitabilmente penso che vorrei tornare a Parigi, che è un po’ la mia seconda casa e che, nonostante ci sia andato cinque volte in sette anni, non mi vede dall’ormai lontano 2016. Penso a Berlino o a Bruxelles, dove vivono due dei miei più cari amici, oppure penso che sarebbe bello vedere anche qualcosa che non conosco, come il Marocco, la Scozia o il sud della Spagna. Mi manca viaggiare e in questi giorni in cui non posso muovermi da casa mi manca ancora di più.

Ad ogni modo mi piace come sto impiegando il mio tempo: oggi ho risposto alla mail di una studentessa inglese, Phoebe, che mi domandava qualche delucidazione sulle differenze di approccio di quando scatto foto per la mia serie Raindrop Blues rispetto a quando realizzo semplici immagini di Street Photography. Ogni tanto ricevo la mail di qualche studente di fotografia o di scuole d’arte ed è sempre un grande piacere per me rispondere alle loro domande. Non è facile portare avanti il mio lavoro da fotografo in questo periodo, ma a piccoli passi si va avanti, anche solo per sistemare il portfolio, il sito o aggiornando i social. In attesa di tornare a lavorare, è bene sfruttare questo tempo per mantenersi vivi.