Diario da Casa – 27 Aprile

Manca una settimana al 4 maggio, la famigerata Fase 2, dove a quanto pare, tra le altre cose sarà possibile fare una passeggiata in un parco anziché intorno al nostro palazzo. Al di là delle fasi ufficiali, durante questi 50 giorni ho riscontrato delle fasi personali molto differenti tra loro.

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Diario da Casa – 19 Aprile

Torno al mio diario dopo 11 giorni in cui mi sono dedicato completamente, dalla mattina alla sera, alla costruzione del mio nuovo sito web, che è già online e che è possibile visitare qui: www.alessiotrerotoli.com. Il lavoro è stato lungo, in alcuni momenti anche un po’ frustrante, ma posso orgogliosamente dire che è finito. Ci sono alcuni dettagli che vorrei sistemare (ad esempio le pagine Shop e About), ma ci penserò con calma, l’importante è che le gallerie fotografiche siano proprio come le avevo desiderate.

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Diario da Casa – 31 Marzo

Ultimo giorno del marzo più surreale della mia vita, della nostra vita. Oggi sono 23 giorni che siamo chiusi in casa, salvo rarissime eccezioni, e la cosa più strana è che le giornate stanno davvero volando. Rispetto alle prime due settimane ho intrapreso una routine assidua, che ha reso le giornate tutte uguali, ma che almeno non mi dà il tempo di pensare troppo a ciò che succede.

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Diario da Casa – 22 Marzo

Prima domenica di primavera. Appena alzato ho preso una sedia, l’ho piazzata quanto più vicino potessi alla finestra dove batte il sole, mi sono fatto il caffè e mi sono seduto a berlo lì, con il gomito appoggiato al bordo, ad occhi chiusi, volando con l’immaginazione al tavolino di un bar all’aperto, passando con la mente dalla Garbatella a Trastevere, da Parigi a Buenos Aires: per una volta tanto beati noi sognatori, perché avremo la meglio anche nei momenti più ostili.

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Diario da Casa – 21 Marzo

La primavera è arrivata, non solo nell’aria ma anche sul calendario. Eppure, per il momento, non saremo là fuori a godercela. Oggi sembra che tutti abbiano deciso di mettersi a fare la pizza in casa e, senza farlo apposta, senza voler seguire mode particolari, abbiamo fatto lo stesso anche noi. Sembrava una serata spensierata, prima la pizza, poi un film della nostra infanzia, Hook di Spielberg, per chiudere questo primo giorno di primavera in leggerezza. Poi invece, appena finito il film, ti ritrovi davanti l’edizione straordinaria del Tg1 e un attimo dopo sei lì a messaggiarti con gli amici nel cercare di capire che altro potrebbe succedere.

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Diario da Casa – 20 Marzo

Ultimo giorno di inverno, un inverno che praticamente non si è mai visto, ma che sembra aver deciso di palesarsi la prossima settimana, con temperature minime sotto lo zero (a Roma). Passare dai 20 gradi di quest’ultimo mese a minime glaciali sarà tosta, a maggior ragione in questi giorni di isolamento in cui sedersi sotto il sole, accanto alla finestra, era uno dei pochi momenti di gioia di una giornata lunga e senza grandi aspettative. Oggi almeno è venerdì, in tv c’è Propaganda Live, ormai unico punto di riferimento in una settimana tutta uguale.

Il progetto Distant But Close si sta arricchendo di nuove immagini: oggi ho ricevuto fotografie fuori dalla finestra provenienti da Finlandia, Spagna, Portogallo, Islanda, Australia e moltissime dagli Stati Uniti, grazie anche al portale Bored Panda che ha inserito il progetto nella prima pagina della categoria Photography. Sarà forse un’idea stupida quella di collezionare le immagini che si vedono fuori dalle vostre finestre, ma mi tiene allegro, vivo, connesso con le altre persone, in un periodo in cui la mancanza di contatti sociali è un dramma che non avrei mai pensato di dover affrontare in vita mia.

Ho appena piazzato un’altra grande X rossa sul calendario della cucina e mi rendo conto che sono quasi due settimane che la vita non è più la stessa. Stasera avverto, forse per la prima volta dal 9 marzo, una forte malinconia, la consapevolezza di essere ancora all’inizio di un percorso che non so dove porterà. Una cosa mi auspico: spero che usciremo da tutto questo come persone migliori, più tolleranti, più attente agli altri, più vicine. Daje.

Diario da Casa – 16 Marzo

La seconda settimana di clausura comincia con un po’ di ottimismo. Se proprio dobbiamo trovare il lato positivo di tutto questo, è che ho il tempo di sentire e parlare con persone che normalmente, per le cose della vita, sento pochissimo. In questi giorni ho avuto dunque modo di risentire amici dalla Francia, dalla Germania, dall’Olanda, dalla Turchia e dal Cile: è bello, nonostante il periodo difficile, ritrovarsi a scambiare opinioni, pensieri e qualche sorriso, rivedere facce amiche, darsi virtuali pacche sulle spalle e abbracci a distanza.

Nella mia stanza ho una grande mappa del mondo appesa al muro, circondata da decine e decine di cartoline. Quando sono arrivato in questo quartiere, 7 anni fa, ho deciso di attaccare al muro tutte le cartoline che avrei ricevuto in quella casa. Poi a settembre ho cambiato abitazione, pur restando nello stesso quartiere, e ho deciso di continuare questa abitudine: ora sono oltre 100 le cartoline attaccate alla mia parete, ricevute da decine di amici diversi. Mi piace molto sia scrivere cartoline quando sono in viaggio che riceverle dai miei amici durante i loro spostamenti nel mondo. Quel piccolo pezzo di cartoncino è come una finestrella sulla loro esistenza, su un momento delle loro vite, e mi piace moltissimo vedere tutte quelle immagini sul muro della mia camera.

Dalle colline di Hollywood alle spiagge delle canarie, dai treni vietnamiti ai portoni di Buenos Aires, talvolta mi soffermo a vedere tutte quelle immagini sul muro della mia stanza e, anche se solo con l’immaginazione, mi vedo lì a viaggiare, lontano da queste quattro mura che, in questi giorni, odio e amo. Penso che, una volta che tutto questo sarà finito, sarebbe bello riprendere il cammino e ritrovare luoghi che ho amato o scoprirne di nuovi. Sogno di andare in Giappone, ma è un viaggio che non posso costruire su due piedi, e così penso a qualcosa di più raggiungibile. Inevitabilmente penso che vorrei tornare a Parigi, che è un po’ la mia seconda casa e che, nonostante ci sia andato cinque volte in sette anni, non mi vede dall’ormai lontano 2016. Penso a Berlino o a Bruxelles, dove vivono due dei miei più cari amici, oppure penso che sarebbe bello vedere anche qualcosa che non conosco, come il Marocco, la Scozia o il sud della Spagna. Mi manca viaggiare e in questi giorni in cui non posso muovermi da casa mi manca ancora di più.

Ad ogni modo mi piace come sto impiegando il mio tempo: oggi ho risposto alla mail di una studentessa inglese, Phoebe, che mi domandava qualche delucidazione sulle differenze di approccio di quando scatto foto per la mia serie Raindrop Blues rispetto a quando realizzo semplici immagini di Street Photography. Ogni tanto ricevo la mail di qualche studente di fotografia o di scuole d’arte ed è sempre un grande piacere per me rispondere alle loro domande. Non è facile portare avanti il mio lavoro da fotografo in questo periodo, ma a piccoli passi si va avanti, anche solo per sistemare il portfolio, il sito o aggiornando i social. In attesa di tornare a lavorare, è bene sfruttare questo tempo per mantenersi vivi.

Diario da Casa – 15 Marzo

Prima settimana completa di clausura, le giornate in qualche modo son passate e la buona notizia è che ancora non mi sono trasformato in Jack Torrance. Il sole di questa domenica primaverile cozza con il sacrificio di dover restare a casa, ma è giusto e necessario, quindi mi limito a godermi la luce che mi investe. Sento alcune persone lamentarsi per il bel tempo, in realtà una giornata di pioggia o di cielo grigio per quanto mi riguarda renderebbe la situazione ancora più deprimente. Funziono fondamentalmente ad energia solare e anche se non posso uscire la semplice vista del sole mi rallegra.

Nei giorni scorsi su Facebook e Instagram ho lanciato questa sorta di progetto comune, ho chiesto alle persone di inviarmi via mail (a.trerotoli@gmail.com) una fotografia con la vista dalla loro finestra per realizzare un album di cartoline allo scopo di sentirci vicini nonostante la distanza. Mi sono arrivate le prime immagini da Roma, da Peschiera Borromeo (Milano) e addirittura dal Brasile e dall’Argentina. Sto ancora cercando di capire in che modo e dove pubblicarle, ma sento che è qualcosa che mi farà bene.

Il mio dono di oggi è stato scendere sotto casa e prendere cinque minuti di aria all’angolo con la piazza deserta, dove ogni tanto vedevo passare un’automobile. Ho pensato che sarebbe carino portarmi la tazzina con il caffè sotto casa ogni tanto per sorseggiarlo all’aria aperta, visto che vivo in una stradina privata e non ho balconi. Il fatto di essere in una piccola strada con solo tre palazzine da due piani rende il discorso dei flash mob totalmente inesistente da queste parti. Alle 18 sento riecheggiare vagamente le canzoni che stanno accompagnando gli italiani in questi pomeriggi di chiusura, ma nella mia strada non avviene niente di ciò che vedo sui video postati sui social. Per cercare di fare la mia parte (e soprattutto per passare il tempo) ho vinto la timidezza e ho suonato “Il cielo è sempre più blu” appoggiandomi al davanzale della finestra, ma io e la mia chitarra eravamo gli unici spettatori di uno spettacolo senza partecipanti.

Mi piacerebbe moltissimo poter uscire a fotografare questo momento storico, ma so che non è necessario, che il mondo può decisamente fare a meno delle mie immagini, quindi mi rassegno e mi accontento di fotografare qualche momento dentro casa e qualche scorcio fuori dalla finestra: nel terrazzino accanto al mio palazzo un bambino ha colorato un lenzuolo e l’ha appeso alla ringhiera. Ogni tanto mi affaccio e rileggo quelle parole come un mantra: andrà tutto bene. Domani comincia una nuova settimana, forza e coraggio a tutti voi, a tutti noi.