La Fotografia e l’Ossessione Del Tempo Che Passa

“Time” dei Pink Floyd ce l’ha sempre detto di fare attenzione al tempo che passa (“And you are young and life is long and there is time to kill today, and then one day you find
ten years have got behind you”). E noi che abbiamo fatto? Non ci siamo preoccupati più di tanto. Un giorno però ci siamo svegliati e ci siamo accorti che il tempo era passato, ci siamo guardati allo specchio e abbiamo notato qualche capello grigio. Non c’è giorno in cui io non pensi a quanto in fretta cambiano le cose: un battito di ciglia e hai finito l’università, qualche birra e ti ritrovi già catapultato nell’età adulta. Fiumi di nostalgia. E ti rendi conto che negli ultimi mesi il tempo è passato al doppio della velocità: Francesco Totti, che avevo cominciato ad amare quando avevo 12 anni, ha lasciato il calcio. L’edificio che ospitava la mia facoltà è stato raso al suolo, il luogo che per molti anni ho chiamato “casa” e dove ho condiviso risate e giorni felici non c’è più (dal balcone di casa mia si vede una gru spuntare alle spalle di un palazzo come a ricordarmi impietosamente la costruzione dei nuovi uffici di RomaTre, al posto di quella che fu la mia facoltà). Uno dei miei più cari amici si è recentemente sposato, molti altri hanno fatto figli. Il pensiero che tra poco meno di una settimana compio gli anni. Un momento fa ero giovane e la vita sembrava lunghissima, il tempo di un respiro e ho già 36 anni.

Faccio il fotografo e il tempo che passa è forse la mia più grande ossessione. Le due cose non possono non essere collegate. La fotografia è dunque un lavoro, ma anche una terapia. L’unica soluzione ai miei pensieri e forse l’unico momento in cui mi illudo di poter controllare il tempo. Pura illusione, ma anche una sorta di magia. La magia di fermare l’istante, quello stesso istante che muore nel momento in cui scatti una foto. Mi domando se tutti i fotografi hanno questo rapporto con il tempo e se tutti i fotografi trovano conforto in questo illusorio potere. Ogni tanto avverto un po’ d’ansia, io che ansioso non lo sono per niente, e riesco a riparare quella sensazione di vuoto che sento dentro soltanto scattando fotografie, o rivedendo quelle del passato. Ho combattuto l’addio al calcio di Totti riguardando le fotografie che avevo scattato allo stadio durante Roma-Parma del 17 giugno 2001. Ho recuperato le immagini che avevo della mia vecchia facoltà, quando godevamo dei suoi spazi e delle sue geometrie vivendo alla giornata, sentendoci padroni di tutto e di niente. Ho rivisto le foto delle feste più pazze o dei viaggi più memorabili passati con i miei amici che ora hanno famiglia. Riguardo la mia città che cambia, come era una volta, come era nelle mie fotografie e come mi sentivo io nei momenti in cui ho scattato quelle immagini. E qualcosa dentro di me, finalmente, si placa: per qualche minuto il tempo si ferma o si dilata, sotto i miei occhi, attraverso i momenti che ho fermato nel passato e che tornano ora per chiudere gli spifferi delle mie paure e curare le mie ingenue malinconie.

Mi rendo conto che tra tutte le passioni che ho (il cinema su tutte, ma anche la musica, i libri, i viaggi, la Roma…) la fotografia è quella che più di tutte riesce a placare la mia ossessione nei confronti del Tempo, il “Maledetto Tempo”. Non c’è soluzione allo scorrere del tempo, ma la fotografia aiuta. Non c’è altra scelta, per noi che abbiamo questo piccolo potere: scendere in strada e fermare la nostra città e i suoi abitanti in quei momenti che un giorno torneranno a curare le ferite di un futuro apparentemente lontano, ma che arriverà, impietoso, a ricordarci il sadismo del Tempo e il suo piacere nel torturarci. Dobbiamo fotografare, sempre di più, perché queste immagini serviranno al nostro futuro, molto più che al nostro presente.

“The Time is gone, the song is over, thought I’d something more to say”

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5 Accounts You Should Discover on Instagram #6

Hi my friends! October has arrived and, as every month, I have chosen five new accounts that you should discover on Instagram.  I want to thank you, this feature is going very well and I really appreciate it. Thanks to all the photographers for all the replys and for their passion. I’m happy to give you a little smile with this kind of post. As usual, I’ve searched on Instagram five very interesting accounts (with less than 1000 or 1500 followers), to let you discover their beautiful shots. So let’s go with the 6th part!
…Obviously, if you like it, follow my account as well!

Tarik Ozturk – @tarik_ozturk_fotograf
ozturk

Giovanni Riccò – @giovanni.ricco
riccò

Joaquin Toro – @joaquintoro
joaquintoro

Nico Ferrara – @nikkor83
nikkor

Jonathan Lai – @laicathings
laicathings

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“Raindrop Blues”: The Gallery

My new series, “Raindrop Blues”, is now under your eyes. I hope you can find it interesting. Here a little selection with the first images that I’ve realized. A lot of people asked me if I use a wet glass of if I shoot behind a window. In the next weeks I’ll explain you better my way to realize this series. I’m waiting for the rain in order to take some new pictures, in the meanwhile, after the description, the first 12 images… Enjoy the gallery and open your umbrella.

“The rain washes memories off the sidewalk of life”, Woody Allen said in a old movie.

Raindrops, like in a blues song, fall with a repetitive but fascinating rhythm, awakening, as they were called in XVII century, the “blue demons”: a suffused sensation of melancholia.

Raindrop Blues Project tries to dip the viewer in a sort of oneiric reality, where the rain seems to fall on everyone, creating evocative images where every element – the street, the sky, the characters, the viewer –  is involved in a romantic and, in the same time, melancholic feeling. As Bob Marley said, when it rains some “feel” the rain, others just get wet.

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Il Collettivo RSP Ora è Una Realtà

Martedì 3 ottobre 2017. Una data importante per Roma, per la sua cultura e la sua storia, o meglio: noi vorremmo che fosse così. Il collettivo di Roma Street Photography è ora una realtà: un pubblico partecipe e interessato è stato testimone della sua nascita, ha assistito alla presentazione ufficiale e alla notte del suo ingresso in società. La cornice intima, la luce calda del B-Folk, le storie della strada raccontate attraverso un percorso di 42 fotografie: 42, come “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” (secondo Douglas Adams, già citato durante la serata). Un primo passo per un progetto di ricerca sul territorio, una sorta di prova generale per saggiare il potenziale di questo gruppo di “botanici del marciapiede” (che si avverte già attraverso i lavori presenti sul nuovo sito web).

La risposta è stata eccellente. In 42 fotografie abbiamo osservato il punto di vista di sette fotografi di strada, percependo tanti volti della città: la sua irrequietezza, la sua ironia, i suoi volti, le sue ombre, le sue solitudini e i suoi abbracci. Un primo passo dicevamo, magari piccolo rispetto al pensiero di ciò che tutto questo può diventare nei mesi e negli anni a venire, ma enorme se si considera quanto sia difficile produrre eventi culturali di qualità in una città così piena di complicazioni.

Un esordio più che interessante, una pietra solida e resistente sulla quale costruire una metaforica nuova casa per la fotografia romana: teniamoci pronti, questo è soltanto l’inizio.

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September 2017

Summer is gone. Finally. October, with its warm colors, is coming. September is been a good month for my photography: I went some days in Berlin for a wedding and for a shooting on the streets, I’ve launched my new project Raindrop Blues, I’ve founded a photo collective with the guys of Roma Street Photography and I’ve improved my website (new homepage!). Well, like every 30 or 31 days, here my monthly selection of photos: my 10 best shots of September. They are not amazing, but after the holidays is not easy to restart… Don’t forget to show me your best pictures, here or on my Facebook group (join us here: Living Is Easy With One Eye Closed). Have a wonderful october, with a good light and a great inspiration.

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Il 3 ottobre Roma Street Photography si presenta al pubblico

Già da qualche anno un punto di riferimento per gli amanti della Street Photography a Roma, quella che nasce come una pagina web decide di spiccare il volo fuori dal nido: Roma Street Photography infatti diventa un collettivo fotografico che vedrà ufficialmente la luce il prossimo 3 ottobre durante una serata di presentazione presso il BFolk a Centocelle. Aperitivo, Esposizione e Presentazione le tre parole d’ordine dell’evento: il collettivo della Street Photography a Roma vi invita a questa serata gratuita, dove troverete esposte le fotografie di Giuseppe Ardica, Andrea Boccone, Paolo Migliorisi, Daniele Pace, Maurizio Scacchi, Alessio Trerotoli e Massimiliano Vecchi, tutti membri del neonato collettivo. Appuntamento a partire dalle ore 20 in via dei Faggi 129a. Ovviamente i fotografi saranno tutta la serata a vostra completa disposizione, per rispondere alle vostre domande e per raccontarvi meglio il progetto Roma Street Photography.

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