Diario da Casa – 27 Aprile

Manca una settimana al 4 maggio, la famigerata Fase 2, dove a quanto pare, tra le altre cose sarà possibile fare una passeggiata in un parco anziché intorno al nostro palazzo. Al di là delle fasi ufficiali, durante questi 50 giorni ho riscontrato delle fasi personali molto differenti tra loro.

I primi tempi abbiamo vissuto una fase di paura e di adattamento, alleggerita dai vari canti e flash mob della prima settimana. Poi è sopraggiunta la fase creativa, quella fase in cui tutti o quasi ci siamo messi a fare qualcosa che non avevamo mai fatto prima: chi ha dipinto, chi ha fatto video, chi ha tentato di fare la pizza in casa, chi si è dato al plank. Subito dopo la fase creativa, che forse è stata la più lunga, si è insinuata la fase apatica, quella del rifiuto, ovvero quel periodo in cui avremmo voluto darci fuoco pur di provare un’emozione nuova. In questo momento sto invece attraversando la fase della rabbia, in cui ho voglia di urlare dalla finestra improperi contro il cielo e di strappare ogni striscione che da due mesi tenta di rassicurarci che andrà tutto bene. Non so dal 4 maggio in che fase mi troverò, so soltanto che ho bisogno di camminare, di fotografare e di tornare in qualche modo a lavorare lontano dal pc, ma questa per il momento è il proposito più irraggiungibile.

A salvare le mie giornate, lavoro al computer a parte, sono come sempre i libri, la musica e il cinema. A caratterizzare questa settimana sono state le seguenti opere:

  • In mancanza di nuovi libri e in attesa della riapertura delle biblioteche ho ripreso in mano Born to Run, l’autobiografia di Bruce Springsteen, che per me è una sorta di guida spirituale. Sono incredibilmente affascinato dalla sua storia, dalla sua tenacia, dal modo in cui ha tenuto fede al suo talento, uscendo a testa alta dal buco di paese in cui è cresciuto. La sua descrizione del New Jersey degli anni 50 e 60 è così vivida e articolata che dà veramente l’impressione di camminare su quelle strade, di sentire l’odore del mare o di percepire il sudore dei locali affollati.
  • Il cinema come sempre è l’attività che maggiormente riempie il mio tempo libero. Ho spaziato tra classici western (Sentieri Selvaggi), capolavori della nouvelle vague (I 400 colpi), commedie leggendarie (La strana coppia), drammi immortali (Il buio oltre la siepe), linciaggi e vendette (Furia) e tanti altri. Per approfondire il discorso sulle mie mie visioni da quarantena vi rimando come sempre al mio blog di cinema Una Vita da Cinefilo.
  • La musica è sempre compagna fedele della mia quotidianità. Non so perché sto rifiutando di ascoltare cose nuove, probabilmente in questo momento storico trovo più rassicurante cullarmi con la musica che sento più vicina. Mentre scrivo sto ascoltando il primo album di Springsteen, influenzato dalla rilettura del suo libro, in cui ho avuto il piacere di ritrovare un pezzo che ho sempre sottovalutato, ma che trovo davvero bellissimo: Lost in the Flood. Ad allietare la settimana appena trascorsa, oltre ovviamente a Bella Ciao, simbolo di un anomalo 25 aprile passato dentro casa, aggiungo un classico: Pink Moon di Nick Drake, traccia d’apertura del suo splendido album omonimo.

Aspetto il 4 maggio come un bambino aspetta il Natale, con la consapevolezza che somiglierà molto al leopardiano sabato del villaggio: tante aspettative e in realtà poco o nulla di nuovo almeno fino a giugno (?).

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