Diario da Casa – 18 Marzo

La giornata si è aperta con una bellissima email della mia gallerista cinese, Lanjie, che mi ha parlato dell’incoraggiante situazione attuale in Cina, offrendosi di mandarmi, nel caso ne avessi avuto bisogno, mascherine e equipaggiamento protettivo di qualunque tipo, dicendosi molto grata per il supporto avuto dalla Cina nei primi tempi e per la mia comprensione nei confronti della galleria d’arte, che è chiusa ormai da un paio di mesi. Tutto il loro piano espositivo di questo periodo e forse di tutta l’annata è inevitabilmente saltato (ogni anno girano fiere e mostre d’arte in Cina dove mettono in mostra i lavori dei loro artisti, tra cui io), ma stanno comunque progettando di realizzare alcune mostre online ogni mese con focus sui vari artisti della galleria e sui loro lavori.

Su questa buona notizia si è aperta così una delle giornate più strambe della mia vita. Oggi è il compleanno di una delle mie più care amiche, che vive a circa 300 metri da casa mia. So che non dovrei uscire di casa (e non lo faccio infatti da giorni, se non quei cinque minuti d’aria per buttare l’immondizia o per prendere il pane), ma oggi mi sono spinto fin sotto il portone di casa sua per lasciarle davanti all’ingresso una torta fatta in casa e una bottiglia di vino, per regalarle un sorriso per il suo compleanno: è stato stranissimo dover camminare su questa strada che ho fatto così tante volte con l’ansia e il senso di colpa di essere fuori di casa, con la paura di essere fermato per un controllo (non avevo validi motivi per stare fuori). Sono stato fuori casa solo 15 minuti ma mi è sembrato davvero di aver camminato per un’ora. Nonostante i sensi di colpa per essere uscito così gratuitamente, devo dire che vedere il sorriso e l’emozione della mia amica di fronte a questa sorpresa non ha avuto prezzo. La cosa più assurda era che ci trovavamo a tre metri di distanza e non potevamo abbracciarci, non potevamo far altro che stare lì, in piedi uno di fronte all’altro, a salutarci, a mandarci baci con le mani e a prometterci un abbraccio infinito nel momento in cui potremo tornare a farlo. Erano le 18 e a coronare questo momento surreale dai balconi dei palazzi intorno risuonava “Roma Capoccia” di Venditti prima e l’Inno di Mameli subito dopo: sembrava davvero la scena di un film distopico.

Pochi minuti dopo sono rientrato verso casa, che è davvero a cinque minuti di distanza, accompagnato dal tramonto di un cielo rosso fuoco, ancora emozionato per questa assurda esperienza di vita: uscire di casa, in una Garbatella quasi deserta, con la paura di farmi vedere fuori, con il senso di colpa di chi sa di aver fatto qualcosa di sbagliato. Ma è stato davvero sbagliato regalare a qualcuno a cui vuoi bene un sorriso nel giorno di questo suo compleanno in isolamento? In serata abbiamo festeggiato in diretta Skype questo primo (e speriamo ultimo) compleanno in streaming, cenando tutti insieme anche se divisi dallo schermo, brindando e facendo finta, per un solo momento, di stare vicini, uno accanto all’altro, alla fine di questo maledetto incubo.
Torneremo ad abbracciarci.

One thought on “Diario da Casa – 18 Marzo

  1. un’amicizia importante e’ a duecento chilometri da casa mia, non vedo l’ora di abbracciarla come non vedo l’ora di rivedere TUTTE le mie amicizie, una per una a chiusura di un periodo terrificante che ci segnera’ tutti.
    Fa strano essere passati da baci e abbracci senza limite a guardare di soppiatto le persone a distanza di sicurezza, pensando “mi appesta o lo appesto”… una situazione che piu’ per il dramma fisico, ce la ricorderemo per come cambiera’ le nostre vite, speriamo in positivo.

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