Diario da Casa: 12 Marzo

Ho cominciato a piazzare delle grandi X rosse sul calendario della cucina, come fanno talvolta nei film. Sto tenendo il conto di qualcosa che non so, forse dei nostri giorni di chiusura, dei giorni senza normalità, o forse è semplicemente una di quelle azioni che si fanno giusto per il gusto di mandare avanti qualcosa: passa un giorno, piazzi un’altra X sul calendario e la vita sembra andare avanti, in qualche modo.

Ci stiamo attrezzando, abbiamo un po’ di scorte e per il momento non sembrano esserci problemi. Immagino che vivere a Roma da questo punto di vista sia un vantaggio: ho molti supermercati non lontani da casa, un’ottima panetteria a due passi e tutti i servizi che servono a portata di passeggiata, che stiamo evitando se non per necessità legate alla spesa o all’immondizia. Per quanto riguarda la vita sociale, un appuntamento quotidiano su Skype con altre due coppie di amici è l’oretta più divertente del giorno. Ci raccontiamo come sono andate le nostre giornate, punti di vista sulla situazione e ci intratteniamo con scherzi o giochi. Ieri sera abbiamo giocato a “Nomi, Cose, Città”: non mi capitava da anni, forse dai tempi del liceo, ma quest’oretta spensierata ha contribuito sicuramente a rendere migliore la nostra giornata, anche se ho sbagliato oppure omesso molte risposte (come ho potuto non pensare a Orwell quando è uscita la lettera O nella colonna degli scrittori?).

Sto cercando di lavorare un minimo, ma ho ben poco da fare e quello che normalmente faccio di questi tempi non ha molto senso. La galleria che mi rappresenta in Cina è temporaneamente chiusa, ma spero che possa riaprire presto, nel resto del mondo il lavoro, seppur a rilento, sembra andare avanti: negli Stati Uniti mi hanno chiesto alcune nuove foto di Chicago e New York e ho mando una selezione di immagini per la quale aspetto risposta. Ovviamente i lavori su commissione a Roma sono totalmente fermi. Continuo a postare qualche fotografia nuova sui miei social per mantenere il lavoro attivo, inoltre questa idea di raccontare la quarantena con le immagini, oltre che con le parole, mi sta aiutando a non impazzire, a non sentirmi completamente immobile. Mentre lavoravo ho ascoltato una playlist che mi ha inviato Martina, un’amica, con ottimi pezzi degli Who, di Frank Zappa, dei Turtles e dei Buzzcocks, tra gli altri. In serata mi sono soffermato qualche minuto a guardare fuori dalla finestra, pensando che il giorno dopo sarebbe stato un venerdì 13 in piena pandemia. Cosa potrebbe mai andar storto? L’ho trovato ironico.

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